NicKel Tested o NicKel free?

Facciamo un po di chiarezza

Qual è l’iter di certificazione da seguire e quando un prodotto può essere considerato Nickel Tested? Si dice Nickel Tested o Nickel Free?

Proviamo a fare un po’ di chiarezza su questo tema di interesse, dal momento che il nickel è contenuto davvero in una grande quantità di prodotti, dalla bigiotteria alla cosmetica, dagli alimenti ai tessuti.

La dicitura “Nickel Free” non è tecnicamente corretta, in quanto le analisi di laboratorio non sono in grado di testare con certezza assoluta la quantità “zero” di nickel contenuta all’interno di un prodotto.
Le analisi possono piuttosto stabilire quali sono i limiti di rilascio del nickel contenuto in un prodotto sul corpo umano, se essi sono al di sotto o al di sopra di una determinata soglia considerata dannosa per la salute. In quest’ottica è certamente più corretto utilizzare la dicitura “Nickel Tested” che garantisce che un prodotto, anche se contiene nickel, ne rilascia sulla pelle o in altre zone del corpo una quantità che si trova al di sotto della soglia pericolosa e non comporta dunque nessun rischio per la salute, perché non è assimilabile dal corpo.

FONTI NORMATIVE
Le norme di riferimento per il nickel sono le seguenti:

• Regolamento (CE) n. 1907/2006 (c.d. Regolamento Reach) – artt. 67-73 e Allegato XVII, n. 27
• D. Lgs. 14 settembre 2009, n. 133 – art. 16 (Disciplina sanzionatoria Regolamento REACH)
• Norma EN 1811:2011 Metodo di prova di riferimento per il rilascio di nichel da tutti gli assemblati che vengono inseriti in parti perforate del corpo umano e da articoli destinati a venire in contatto diretto e prolungato con la pelle
• Norma EN 12472:2009 Metodo per la simulazione dell’usura e della corrosione per la determinazione del rilascio di nichel da articoli ricoperti.

Esse stabiliscono che i limiti di rilascio del nickel sono:

• 0,2 μg/cm2/settimana per gli oggetti da inserire negli orecchi perforati o in altre parti perforate del corpo umano durante la cicatrizzazione della ferita causata dalla perforazione (piercing);
• 0,5 μg/cm2/settimana per i prodotti destinati ad entrare in contatto diretto e prolungato con la pelle;
• per quest’ultimi, qualora vi sia un rivestimento “nickel tested”, tale rivestimento deve garantire che il tasso di cessione di nickel consentito non venga superato per un periodo di almeno due anni di uso ordinario dell’articolo.

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