Ortica, 4 ricette

Ortica
Ortica

Capelli

Uno degli usi cosmetici più diffusi dell’ortica è quello che riguarda la salute dei capelli. Per questo scopo la pianta si può usare in diversi modi. Il metodo più semplice consiste nel preparare un’infusione con una manciata di foglie fresche messe a bollire per 10 minuti in mezzo litro d’acqua. Una volta che l’acqua si è raffreddata, filtrate ed utilizzate l’infuso per frizionare il cuoio capelluto prima dello shampoo.

Unghie

Un altro uso cosmetico di questa utilissima pianta è quello che riguarda le unghie. Se avete le unghie fragili che si spezzano molto facilmente, potete provare questo rimedio. Mettete in infusione in mezzo litro d’acqua bollente una manciata di ortiche per 10 minuti. Filtrate ed aggiungete un paio di cucchiai di aceto di mele. Ora immergete le unghie nell’infuso per 10 minuti. Ripetete questa operazione 1 o 2 volte alla settimana per un mese.

Pelle

Ha proprietà emollienti e depurative che la rendono ideale per il trattamento della pelle. Il suo uso è consigliato anche per contrastare foruncoli ed acne. Per i foruncoli si applica un cataplasma direttamente sul viso, nelle zone interessate. Procuratevi un paio di manciate di foglie d’ortica e mettetele a bollire per 5 minuti nell’acqua. Avvolgetele nella garza ed applicatele per mezz’ora sul viso sopra ai brufoli. Volendo è anche possibile ridurle in poltiglia con un tritatutto prima di applicarle sul viso. Potete anche estrarre il succo fresco dalle ortiche con una centrifuga. In seguito mescolate il succo ad una crema per il corpo che usate abitualmente ed applicatela dove preferite.

Ortica Uso Cosmetico: Crema per le Mani

Un altro impiego cosmetico dell’ortica lo troviamo nella preparazione di una pratica crema emolliente per le mani. Questa crema è indicata per tutti coloro a cui si screpolano le mani con facilità.

Prendete 50 gr di burro di karité e 30 gr di olio di mandorle e mescolateli insieme con una frusta da cucina.

Prendete una manciata di foglie fresche di ortica e fatele bollire per 5 minuti nell’acqua. Quando si raffreddano prendete un tritatutto e tritatele in modo da ottenere un impasto omogeneo. Aggiungete l’impasto al burro di karité e all’olio di mandorle. In ultimo aggiungete anche qualche goccia di olio essenziale di limone.

Mescolate il tutto ed ecco pronta la vostra crema emolliente per le mani.

Se preferite, invece che bollire e tritare le ortiche, potete utilizzare una centrifuga per estrarre un po’ di succo fresco da aggiungere al composto.

Proprietà dell’ortica

L’Ortica era nota in antico non solo come pianta medicamentosa ma anche come pianta tessile e come pianta commestibile adatta all’alimentazione degli animali da cortile e anche dell’uomo.

Terapeuticamente essa era impiegata soprattutto all’esterno, per produrre più o meno estese irritazioni cutanee, «urticazioni», al fine di ottenere un effetto eccitante ritenuto utile per risolvere gravi stati adinamici, letargici, comatosi, di paralisi ecc.; più tardi le «urticazioni» vennero prescritte anche nella terapia di alcune gravi malattie infettive (tifo, colera) e anche a scopo revulsivo.

In seguito, all’Ortica vennero attribuite anche altre proprietà che esamineremo brevemente.

Azione emostatica  L’Ortica come droga ad azione emostatica era nota ai medici della fine del 1600 ed era consigliata come rimedio antiemorragico, nelle epistassi, nelle emottisi, nelle meno- e metrorragie.

Azione astringente e antidiarroica Oudar, pur negando all’Ortica una qualsiasi attività emostatica, riconosce a questa droga un’ottima azione astringente e riferisce di aver ottenuto buoni risultati nelle diarree che compaiono nel corso di alcune forme influenzali, nell’enterite mucomembranosa, nelle enteriti acute e croniche e nelle diarree dei tubercolotici.

Altrettanto favorevolmente si esprime Restellini che ha sperimentato clinicamente l’Ortica somministrandola sotto forma di decotto, d’infuso o di tintura, nelle enteriti acute e subacute, nelle enteriti catarrali e come rimedio sintomatico nelle diarree dei tubercolotici.

Azione ematopoietica e sull’apparato cardiovascolare – L’azione ematopoietica dell’Ortica fu studiata da Cremer il quale sperimentò questa droga, comparativamente con lo Spinacio, su conigli fortemente anemizzati. L’A. osservò che l’aumento del tasso emoglobinico e del numero degli eritrociti conseguente alla somministrazione dei preparati ottenuti dalle due droghe, era comparabile con quello che di solito consegue alla somministrazione di preparati di ferro.

Oddi e Lomonaco isolarono dall’Ortica un’alcaloide cristallizzato che iniettato alla rana in dosi di g 0,01, determina una paralisi dei centri nervosi, bradicardia e arresto del cuore in diastole.

Perrin e Remy ottennero con l’estratto fluido di Ortica un’azione cardiotonica ed ipertensiva e Hermann e Remy notarono successivamente che l’iniezione endovenosa dello stesso estratto, determina un marcato aumento della pressione arteriosa, preceduto da una breve fase iniziale di ipotensione e di aritmia atrioventricolare, seguito da un rinforzo della contrazione cardiaca e da un’accelerazione del ritmo.

Garello Cantoni sperimentò il succo di Ortica comparativamente con quello di Verbasco, sul cuore in situ e isolato di rana e trovò che tanto l’uno quanto l’altro esercitano una notevole azione sul cuore. L’adiastolia e la tendenza del cuore ad arrestarsi in sistole, come pure altre caratteristiche che si possono notare nei tracciati ottenuti sotto l’azione delle due droghe, inducono l’A. a ritenere che l’azione cardiaca di esse, presenti alcune analogie con quella propria alle droghe del gruppo digitalico.

Azione diuretica e favorente l’eliminazione dei cloruri e dell’urea: azione sulla diatesi artritica – Jaretsky ha dimostrato che la somministrazione di preparati di Ortica determina negli animali, una maggior eliminazione dei cloruri e dell’urea, ciò che venne confermato in seguito da Balansard e da altri.

Balansard classifica l’Ortica fra le droghe contenenti gli acidi glicolico e glicerico i quali esplicherebbero un’azione epato-renale, atta a determinare un aumento della diuresi con una maggior escrezione dei cloruri e dell’urea e quindi un’azione depurativa che Mercier e Balansard così definiscono: «L’azione di questi diuretici si traduce in modificazioni epatiche che influenzano fra le altre funzioni, l’urogenesi e si ripercuote sulla diuresi che si trova già modificata per un’azione renale alla quale l’aumento del potere concentratore del rene di fronte all’urea, ha un’importanza preminente.

L’aumento della depurazione urinaria si riflette sull’eliminazione delle scorie e sui costituenti chimici del sangue, con una diminuzione dell’uricemia e della colesterolemia, allorché queste costanti sono abnormemente elevate».

Restellini (40) che ha sperimentato clinicamente l’Ortica in soggetti artritici e nella diatesi urica (gotta, reumatismo muscolare e articolare in soggetti artritici, renella, nefrolitiasi) e particolarmente in quei malati con manifestazioni acute e subacute, riferisce che in una buona parte dei casi trattati, fra i quali alcuni ribelli ad altre cure, potè constatare un netto e relativamente rapido miglioramento, con la sola somministrazione di infuso, di decotto o di tintura di Ortica.

L’azione galattagoga fu anch’essa studiata da Restellini il quale avendo sperimentato su 4 casi, potè constatare una netta ripresa della portata lattea in due di essi, dopo pochi giorni dall’inizio della somministrazione di sola tintura di Ortica.

Anche se l’esiguo numero dei casi su cui la droga venne sperimentata, non permette di attribuire ai risultati ottenuti un valore sufficientemente probativo, l’A. ritiene che essi non siano privi di un certo interesse e che l’argomento meriti di essere ripreso estendendo le prove a un più elevato numero di soggetti.

La secrezione pancreatica secondo Dobreff verrebbe stimolata da iniezioni sottocutanee di succo di Ortica nel quale, secondo l’A., sarebbe contenuta una «secretina» atta a stimolare l’attività pancreatica.

Azione ipoglicemizzante Meyer trovò che l’Ortica è dotata di un’azione ipoglicemizzante, ciò che venne successivamente confermato da Marx e Adler i quali hanno sperimentato l’azione di un estratto acquoso di Ortica sull’iperglicemia adrenalinica e alimentare prodotta nel coniglio.

L’estratto somministrato per os determinerebbe un effetto ipoglicemizzante ma contenuto entro limiti molto ridotti.

Con esperienze sull’uomo gli stessi AA. hanno potuto dimostrare che anche questa droga, come molte altre, accanto ad un principio ipoglicemizzante, ne contiene un’altro iperglicemizzante.

L’esistenza di un principio ipoglicemizzante nell’Ortica venne successivamente confermata dal Haznagy il quale riuscì a determinare un netto abbassamento della glicemia nel coniglio ma senza superare il limite massimo di 20-30 mg %.

Sembrerebbe logico ritenere che alcune azioni, sperimentalmente e clinicamente accertate nell’Ortica, quali quelle astringnte e antidiarroica, diuretica, declorurante e antiurica, possano giustificare un suo più vasto impiego terapeutico; tuttavia essa è attualmente poco usata e si potrebbe anzi dire che l’impiego dei suoi preparati è oggi limitato al solo uso esterno per applicazioni sul cuoio capelluto, come antiseborroici, antiforfora e leggeri revulsivi, e pertanto essi entrano nella composizione di numerose lozioni contro la caduta dei capelli.

Preparazioni e dosi 

Vengono consigliati l’infuso al 5-50%, il decotto al 3-10%, l’estratto fluido, la tintura e anche l’alcoolaturo preparato con la pianta fresca. Restellini ha impiegato l’infuso al 5-10%, il decotto al 3-5% e l’alcoolaturo al 50% in alcool di 70°. Nelle forme enterocolitiche ed in altre manifestazioni acute e subacute veniva somministrato un cucchiaio di infuso ogni 1-3 ore o Il-V gocce di alcoolaturo. Tali dosi venivano poi distanziate con l’attenuarsi della sintomatologia.

Nelle forme croniche e per le cosiddette cure depurative (o disintossicanti), veniva somministrato il decotto alla dose di un bicchiere al mattino o V-X gocce di alcoolaturo 2-4 volte al giorno per periodi di 5-15 giorni al mese.

Decaux consiglia il decotto al 6 %, alla dose di 100-125 g o l’estratto fluido alla dose di 2-4 cucchiaini da caffè.

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